Abareka Nandree Onlus - INDIA


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Slum - Reportage di Viaggio

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Viaggio in Tamil Nadu (India) del febbraio 2008


IL NOSTRO VIAGGIO IN INDIA

Dal 2004 Fonte di Speranza appoggia i progetti dei volontari dell’Associazione Abarekà- Nandree Onlus in Tamil Nadu (India del Sud) ed in Mali.
A febbraio, Diego Sportiello Presidente dell’Associazione Fonte di Speranza Onlus e Stefania Brocchi si sono recati in Tamil Nadu per visitare le aree dove operano i volontari indiani.

“Per problemi di salute, era più di un anno che non visitavo le aree” spiega Stefania Brocchi responsabile di alcuni progetti in Tamil Nadu “ devo dire che la più grande soddisfazione è stata ritrovare i nostri volontari locali, sempre più attivi e determinati. Non solo: nuovi volontari si sono inclusi nella gestione dei nostri progetti. Questo non fa che avvalorare la mia convinzione: il lavoro e la determinazione dei volontari locali è fondamentale per lo sviluppo e la continuità nel tempo dei progetti”.“Ho rilevato molti cambiamenti in India: grazie alla spinta dell’economia indiana, la città di Chennai sta crescendo. Moltissime nuove infrastrutture sono in costruzione, nuovi edifici…In compenso ho trovato la povertà di sempre, una delle tante contraddizioni di questo paese.
Mi domando: questa crescita porterà benefici per tutti? Dubito, ma si potrà vedere solo con il tempo. Intanto andiamo avanti con i nostri progetti, piccoli ma fondamentali”


Questo è il nostro resoconto di viaggio con alcune foto. Buona lettura!

IL CAMPO MEDICO (23-02-2008)


La mattina presto ci mettiamo in viaggio per trovarci in tempo sul luogo dove è stato programmato il campo medico della settimana.
Attraversare Chennai è sempre una grande avventura per l’intenso traffico, ma che stranamente ha le sue regole di circolazione. In particolare l’emozione più forte è stata quella di incrociare le mucche sia nelle vie della città che in quelle ad alta velocità all’esterno. Queste mucche si muovono, sostano e si cibano in mezzo alle strade senza alcuna paura del caos e dei rumori che le circondano. Questa loro indifferenza e calma, secondo me, rappresenta in modo mirabile l’anima degli indiani. Vanno avanti per la loro strada senza fermarsi mai e senza curarsi di ciò che li circonda. C’è una sorta di fatalismo nei loro comportamenti che mi lascia sempre molto sorpreso. Come napoletano spesso li sento molto vicini al mio modo di essere e che pensavo di aver dimenticato.

Le mucche si trovano nei posti più impensabili, accovacciati a fianco di uno spartitraffico, proprio in mezzo alle corsie a scorrimento veloce ecc… eppure in tutto quel caos non vengono minimamente infastidite o toccate. Questa attenzione degli automobilisti si esprime anche nel rispetto di quelle auto che viaggiano contromano anche nelle strade a scorrimento veloce. Perché poi scopro che ha un senso questa infrazione: dove non arriva l’organizzazione dello stato ci arrivano loro con comportamenti di rispetto e di aiuto verso il prossimo.

Dopo un lungo tratto di strada, percorso contromano, svoltiamo in un sentiero di terra battuta fino ad arrivare a delle casette di uno o due piani sparse nella vegetazione situate nella periferia di Sriperumpodur a circa 30 km da Chennai.

Qui vi troviamo un manifesto di benvenuto dedicato a me ed alla nostra associazione Fonte di Speranza Onlus (FDSO) che contribuisce alla realizzazione di dell’Associazione Abarekà-Nandree che direttamente gestiscono questo programma di assistenza medica.
Troviamo ad aspettarci Anandraj, Kabeer, Sandan e Stella più altri collaboratori, che hanno provveduto a distribuire gli avvisi alla popolazione durante la settimana e poi attrezzato il campo medico sul posto, pronto a ricevere i medici, la farmacia e l’accoglienza della popolazione.

Dopo circa quindici minuti arriva il pullman con i medici, sono circa una decina, specialisti di diverse discipline mediche.

I Campi Medici itineranti sono programmati con la collaborazione degli ospedali di Chennai. L’assisistenza medica non è ancora garantita dall’organizzazione Nazionale. Milioni di persone, donne e bambini non ricevono nessuna assistenza medica ed in particolare nessuna prevenzione.
Pertanto con i campi medici si vuole portare alle famiglie più povere la possibilità di ricevere visite mediche preventive e curative nei villaggi e sobborghi che altrimenti non riceverebbero mai una assistenza sanitaria.
Le malattie più diffuse che si riscontrano durante queste visite sono :
- carenze vitaminiche
- anemie
- cataratta
- dissenteria e disturbi instestinali
- malaria e filaria.

Pertanto FDSO (Fonte di speranza Onlus) con l’Associazione Abareka Nandree organizza programmi di assistenza sanitaria nei villaggi e nelle periferie della grande città. L’associazione si fa carico del costo dell’organizzazione e dell’installazione del campo medico il sabato con una frequenza di 2/3 volte per mese. Si fa carico altresì del costo del pullman che trasporta i medici volontari per portarli al campo e riportarli a casa ed il costo dei medicinali base che devono essere distribuiti gratuitamente alle persone visitate e per i quali è stata prescrita una cura.
Le persone che ricorrono a queste visite sono in maggioranza bambini di tutte le età, donne in stato interessante, persone anziane. Per i bambini e le donne vengono prescritte spesso cure per mancanza di vitamine. Le persone anziane hanno bisogno spesso di interventi chirurgici per la cura della cateratta agli occhi.
I medici che sono presenti ogni volta sono medici specialistici di ciascun settore: ginecologi, pediatri, oculisti, medici generici ecc….questi medici sono obbligati dallo stato a dedicare un certo numero di ore per fini di assistenza medica gratuita.

La popolazione del villaggio o del distretto, viene preavvisata del campo medico attraverso la distribuzione casa per casa di avvisi con tutte le indicazioni per rivolgersi al campo medico.Le visite durano tutto il tempo programmato necessario per l’assistenza.Questa attività è molto gradita dalla popolazione e dallo stesso stato perchè sopperisce alle carenze di assistenza medica alla popolazione…Il campo medico termina intorno a mezzogiorno: ora ci rechiamo a visitare la scuola di Anandraj.

SCUOLA DI ANANDRAJ (2008-02-23)


Dopo il campo medico ci rechiamo a visitare la scuola di Anandraj. La scuola è per i ragazzi e le ragazze povere che non si possono permettere di frequentare le scuole superiori a causa del costo.

Siamo a Sriperumpudur, tristemente famosa perché è il luogo del tragico attentato dove persero la vita Rajiv Gandhi, figlio di Indira, ed altre migliaia di persone accorse ad ascoltare il suo comizio.
Questa cittadina è situata a 30-40 chilometri dalla città nel distretto di Kanchepuram: è una zona industriale ed anche qui troviamo strade intasate di traffico di mezzi di tutti i tipi, con una intensità di circolazione che toglie il respiro.

Lasciamo l’auto in sosta sotto un edificio di 3 piani, piuttosto fatiscente. Ci addentriamo in uno stretto passaggio che ci porta a salire tre piani di scale, le scale sono ripide e strette. Ci sono odori di tutti i tipi, sono odori che in genere ci accompagnano spesso nei nostri trasferimenti…

Le scale ci portano al terrazzo della palazzina. Qui su è stata costruita ….una baracca ?..... con una struttura esterna fatiscente e con un tetto in lamiera. Con il caldo insopportabile che c’è all’esterno, li dentro c’è una temperatura da forno !

L’aula è di circa 20 mq, sui muri c’è appesa una lavagna ed alcune mappe geografiche più una tabella …….. c’è un tavolo che fa da scrivania per il docente e tre sedie e ….niente più. Gli studenti siedono per terra e non hanno in genere gli strumenti didattici di base per poter seguire le lezioni.

Gli studenti li abbiamo incontrati al campo medico. Sono ragazze e ragazzi in gamba e pieni di voglia di fare. Non è giusto non poterli aiutare a farli raggiungere un livello scolastico che li inserisca dignitosamente nel mondo del lavoro e che gli dia la possibilità di poter condurre una vita degna di questo nome.

Abbiamo fatto il punto della situazione con Anandraj, che è un insegnate di scuola superiore e che dedica il suo tempo anche a dare una istruzione superiore a questi giovani che sono di famiglie povere. Anandraj lamenta la situazione precaria in cui si trova ad operare. Con un po’ di aiuto potrebbe strutturarsi in modo da avere delle aule più accoglienti ed attrezzate e poter dare posto a più studenti.

Le lezioni si tengono nel pomeriggio e vengono frequentate da circa 20 tra ragazzi e ragazze . Hanno bisogno di un sostegno per l’affitto delle aule, alcuni computer, banchi e materiale scolastico.

Ci siamo lasciati con la promessa che ci farà avere un progetto completo di strutturazione della scuola e delle necessità economiche per poterlo realizzare. Certamente troveremo il modo di creare un gemellaggio fra questa scuola ed una scuola italiana che se ne faccia carico e possa anche creare degli scambi culturali.

Questo è un argomento che ritengo indispensabile per un Paese come il nostro per conoscere meglio questo grande Paese asiatico che si sta affacciando al mondo con una certa irruenza e con cui dovremo confrontarci. Conoscerlo sarà utile ai nostri giovani per capire meglio la nuova realtà che si sta manifestando grazie alla globalizzazione.

Durante un incontro con un industriale a Chennai, abbiamo potuto avere la promessa che gli studenti di questa scuola, una volta terminati gli studi potranno seguire un corso di computer di uno - due mesi e conseguito l’attestato potranno trovare immediatamente lavoro.

Quindi quanto prima potremo realizzare questa scuola per più ragazzi e ragazze, tanto prima potranno trovare un lavoro degno di questo nome.

VISITA AD ARASANKUPPAM - VILLAGGIO DI CONTADINI (23-02-2008)


Dopo la visita alla scuola di Anandraj prendiamo la strada per la città di Kanchepuram; dalla strada principale ad un certo punto svoltiamo per una strada secondaria . E’ una strada accidentata piena di buche e dobbiamo procedere lentamente per non danneggiare l’auto.
Il viaggio dura più di un’ora e mezza ed in quelle condizioni sembra non finire mai. Il panorama è sempre più interessante e senza alcun segno di vita. Ci sono campi coltivati a riso a perdita d’occhio e ci sono molti acquitrini: mi preoccupo per la malaria. Penso a questa popolazione che vive in un ambiente che certamente per noi è ostile, ma poi scopro che è lo stesso anche per loro.

Finalmente arriviamo ad intravedere alcune capanne e poi, poco dopo, si presenta il villaggio di capanne e strade di fango. Ci addentriamo lentamente fino ad arrivare al centro del villaggio dove svetta ed appare una costruzione in mattoni di un improbabile colore arancione.

Qui troviamo a riceverci i responsabili del villaggio che ci accolgono con grande calore, fuori dalla costruzione hanno steso un grande manifesto con il benvenuto a me ed alla nostra associazione. Si radunano attorno a noi tutti gli abitanti del villaggio e ci invitano ad entrare nel Centro polifunzionale al quale abbiamo contribuito per la sua costruzione .

Il locale è sufficientemente grande per ospitare tre telai per la tessitura di manufatti in seta, per far svolgere delle attività sociali del villaggio e spazio per la scuola. I telai danno da vivere a 26 famiglie. C’è una stanza dedicata ai computer, una stanza dedicata alla biblioteca, tutta da realizzare. La struttura è costruita in modo ineccepibile, è fresca ed è pronta per essere dotata di un piano superiore.

Il capo villaggio e gli altri rappresentanti sono molto orgogliosi di questa struttura che si inserisce positivamente in una comunità di più di 4.000 abitanti. La loro economia è prettamente agricola . ma sanno benissimo che per dare un futuro ai loro figli è necessaria l’istruzione .Pertanto ci viene chiesta di aiutarli con il materiale didattico: la sala computer ha bisogno di almeno 3 computer, la biblioteca va fornita di libri in inglese ed in tamil .

Ci sono circa trecento bambini a cui dare un’istruzione e noi possiamo dargli una mano sia economicamente sia creando, anche in questo caso, un gemellaggio con qualche scuola o classe in Italia.

Uno degli usi del centro sarà luogo di celebrazione dei matrimoni, facendo risparmiare ai futuri sposi le spese per locali costosi lontani dal villaggio.

Nei locali sono presenti i rappresentati più importanti della comunità e tanti bambini. Mi meraviglio che non ci siano presenti anche delle bambine …questo mi conferma che nella società indiana le donne sono estremamente discriminate. Chiamate dai fratellini arrivano quattro bambine molto carine e con degli occhi meravigliosi. Tutti i bambini hanno un viso e degli occhi che esprimono tanta intelligenza e vivacità.

Ad un certo punto il capo villaggio esprime tutta la sua gratitudine per aver contribuito alla costruzione del centro. A nome di tutti mette una collana di fiori intorno al collo a me e Stefania, come benvenuto e ringraziamento. Poi ci offrono dei biscotti e del tè .
Ci spiegano i loro progetti e ci chiedono un ulteriore contributo per completare la struttura polifunzionale.
Sankar, volontario indiano dell’Associazione Abarekà Nandree, ci preparerà un progetto completo per definire gli aspetti economici dell’aiuto. Sarà lui che poi seguirà il progetto anche in questa fase.I volontari locali sono un prezioso aiuto per portare avanti questi progetti e per aiutarci a comprendere queste realtà così diverse dalle nostre.

Intanto si è fatto sera e riprendiamo la strada per tornare a Chennai. Ci sentiamo soddisfatti di aver contribuito concretamente ad aiutare quelle famiglie e ci sentiamo impegnati a portare a compimento questo progetto.

La strada non perdona e non vediamo l’ora di giungere a destinazione e stenderci per una lunga dormita.


VISITA AL VILLAGGIO DEI PESCATORI (24-02-2008)


Ore 9,30: partiamo da Chennai con destinazione Mahallapuram e Kokillamedukuppam, il villaggio di pescatori colpito dallo Tsunami.

Il viaggio è molto meno accidentato di quello fatto per il villaggio di contadini. La strada è in ottime condizioni, questa è una zona turistica. Lungo la strada, che costeggia il mare, si vedono i primi interventi fatti per prevenire e difendersi da fenomeni naturali come lo Tsunami. Tra la costa e l’interno, in una larga fascia di terreno sono state piantati nuovi alberi che potranno stemperare l’effetto di un possibile maremoto.
Le aree con capanne che ospitavano i rifugiati sono state quasi completamente rimosse. Ci sono nuove costruzioni nei villaggi ed è ripresa l’attività turistica a pieno ritmo, che certamente porta beneficio alla ripresa delle attività economiche della zona.
Sulla strada per raggiungere il villaggio incontriamo la cava di pietra con cui è stata costruita un imponente tempio indù che è intensamente visitato. E’ uno spettacolo che sono felice di aver potuto vedere e visitare.

Finalmente giungiamo al villaggio. Si presenta ricostruito e pulito. Molte abitazioni sono ancora in fase di costruzione. Arriviamo alla spiaggia e veniamo accolti da grida di gioia e di gioco dei bambini. Stanno giocando con il mare, stanno riprendendo confidenza con il mare che non è loro nemico, ma il loro futuro. La pesca è, infatti, la principale risorsa economica del villaggio.

Attorno a noi si affollano gli abitanti e dopo un pò di tempo si aggregano i bambini che hanno lasciato in modo riluttante il loro grande compagno di gioco, il mare.

Nel tempio sulla spiaggia si svolge una cerimonia di benvenuto e di ringraziamento. A me e Stefania viene messo al collo una ghirlanda e sulle spalle uno scialle.
Ci offrono il latte di cocco e ci raccontano che Abareka Nandree Onlus, con il contributo del Comune di Lainate e di FDS (abbiamo inviato il nostro contributo sul c/c emergenza Tsunami) sono stati i primi in assoluto che hanno dato un contributo immediato e concreto alla ripresa economica e sociale del villaggio, con la costruzione del centro polifunzionale.
Dopo tre anni hanno ricevuto gli aiuti tanto attesi. Hanno ricostruito le loro casette, hanno potuto comprare le barche e le reti. Ma ci sono ancora 120 famiglie da aiutare .
Finita l’emergenza si sono sentiti dimenticati dalle organizzazioni umanitarie: la nostra visita, la nostra presenza, li rincuora e da speranza per il futuro.

Il centro polifunzionale è il centro delle attività sociali del villaggio. Vi è stato installato l’allarme e la stazione radio per il controllo della costa per avvisare in tempo gli abitanti della zona in caso di emergenza. In più ci sono macchine da cucire, computers ed altri attrezzi per far svolgere i corsi di qualificazione professionale alle donne del villaggio.

Ci viene chiesto anche in questo caso aiuto per gli studenti che hanno bisogno di zainetti e materiale scolastico per seguire le lezioni.

Le reti consegnate dall’Associazione Abarekà-Nandree Onlus e dalle altre organizzazioni umanitarie sono ormai obsolete. Il presidente del villaggio ha chiesto espressamente aiuto per l’acquisto di nuove reti per 120 famiglie.

Ci consegnano un diploma di ringraziamento ed un appello al comune di Lainate che ha organizzato la raccolta fondi in favore del villaggio. Al diploma è allegata una lettera di richiesta di aiuto per l’acquisto delle reti sopracitate.

Chiedono di poter instaurare un rapporto di gemellaggio fra il loro villaggio e la città di Lainate.

INCONTRO CON SHIAMALA BABY (26-02-2008)


Con Stefania a Mary andiamo a visitare
Shiamala Baby, una donna indiana che dopo essere stata maltrattata dal marito e dalla sua famiglia, ha “coraggiosamente” deciso di divorziare e di intraprendere una battaglia in difesa delle donne maltrattate ed abbandonate.

Shiamala Baby
ha due figlie; ha studiato teologia presso l’Università del Kerala ed è diplomata in organizzazione e sviluppo delle comunità e in scienze della cooperazione. Nel 1987 ha fondato l’Associazione FORWORD. Attualmente la sua associazione si prende cura di circa 3.000 donne e 500 bambini appartenenti prevalentemente alla casta degli intoccabili.
Dopo anni di intensa attività, Forword è ora una associazione importante nello Stato del Tamil Nadu; è membro di alcune importanti organizzazioni nazionali per i diritti umani.

Shiamala
sembra delicata e fragile, ma dopo poco che la si conosce si capisce che ha una enorme forza interiore che la trasforma in una donna forte e determinata nella sua battaglia per i diritti delle donne.
La sua associazione ha bisogno di aiuto. La sua battaglia non deve esaurirsi per mancanza di fondi. Noi della FDSO ci proponiamo di sostenere alcuni progetti della sua associazione, a favore dei bambini e delle donne.




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